Una grande sfida

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Una grande sfida

Lacor, siamo di fronte all’Unità Covid. Insieme a Dominique ci sono Janet Adong e Kansiime Jackson, eroi che da mesi stanno lavorando instancabilmente nella lotta contro il coronavirus. Janet, minuta ed energica caposala di cui abbiamo letto l’intervista nell’ultima newsletter e il dottor Kansiime, medico internista responsabile dell’Unità Covid e del reparto medico.
E’ a lui che Dominique lascia la parola per raccontare ciò che l’ospedale sta affrontando durante quest’ondata di pandemia che ha investito l’Africa.
“L’Unità è il cuore del Lacor per la gestione e il controllo del virus e, anche grazie al supporto dei donatori e all’esperienza avuta in passato con l’Ebola, sta riuscendo a rispondere alle aspettative della popolazione”.
Durante il soggiorno di Dominique al Lacor, a cui risale quest’intervista, l’ospedale era nel pieno della crisi. E’ un’esperienza travolgente”, confida Kansiime, pur senza perdersi d’animo. “Abbiamo una grande quantità di pazienti molto malati; fino a trenta in terapia intensiva, da gestire con risorse limitate. Qui al Lacor riusciamo a garantire il supporto respiratorio: i pazienti vengono monitorati e seguiti con cure intensive e siamo anche in grado di sostenerli psicologicamente.
Penso che la pandemia abbia colpito il mondo intero nello stesso modo. Non c’è differenza tra Paesi molto avanzati e Paesi più poveri, ma noi abbiamo meno risorse per combatterlo. Lottiamo ogni giorno per avere abbastanza dispositivi di protezione individuale e farmaci.
Durante la prima ondata, lo scorso anno, non avevamo dispositivi di protezione individuale e abbiamo dovuto prenderli da altri reparti, realizzare mascherine noi stessi, trasformare grembiuli in tute protettive. Ma poi, con l’aiuto del  Ministero della Salute ugandese, ma soprattutto della comunità di donatori, siamo stati in grado di acquisire attrezzature e dispositivi per proteggere gli operatori sanitari e per sovvenzionare le cure ai nostri pazienti.
La cura del Covid è molto costosa. Penso che sia noto in tutto il mondo che prendersi cura dei pazienti Covid costa molto e i pazienti non possono permetterselo. Al Lacor, solo una parte di loro contribuisce per il 25% circa delle spese sostenute dall’ospedale,  tutto il resto è coperto grazie alla Fondazione Corti ed altri donatori.
Ma la pandemia non sta interessando solo l’Unità Covid. Oltre ai pazienti che ricoveriamo, ce ne sono moltissimi asintomatici o con sintomi lievi, che vengono testati in ospedale, ma devono tornare a casa per cure domiciliari. Una vasta popolazione invisibile.
Inoltre, l’impegno per assistere i pazienti Covid ha influenzato gli altri servizi dell’ospedale.

Stiamo riponendo ogni sforzo per trovare un equilibrio tra le cure ai pazienti Covid critici e l’assistenza a tutti gli altri pazienti”, aggiunge il dottor Kansiime che conclude: “dal Lacor ci si aspetta che sia sempre in prima linea, soprattutto nel rispondere ad una pandemia come questa. E’ una grande sfida”.

Che possiamo vincere solo insieme.

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