Una giornata per Betty, che porta a casa il pane

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Una giornata per Betty, che porta a casa il pane

“Donne al ponte di comando: raggiungere la parità al tempo del Covid-19”. E’ il tema della giornata internazionale della donna 2021, una giornata che in Uganda è festa nazionale e che la Fondazione Corti celebra insieme a tutte le donne del Lacor Hospital.

La presenza femminile al Lacor è determinante: più del 75% dei dipendenti dell’ospedale è donna.

Non si può dire lo stesso guardando alle posizioni direttive, dove oggi le donne costituiscono il 26,5%. Non molto, ma comunque in crescita, se si pensa che dieci anni fa erano il 22,2%. Dottoresse e, per la prima volta, laureate in scienze infermieristiche.

Tra loro c’è Betty Lajara, che supervisiona le attività delle infermiere e presiede l’Ufficio Qualità; gli ostacoli affrontati da Betty per diventare ciò che è oggi, illustrano bene le sfide che una donna ugandese (ma non solo!) incontra sul suo percorso e ne fanno un modello per le giovanissime.

Oggi Betty ha raggiunto quel traguardo, definito dal quinto obiettivo di sviluppo sostenibile, a cui ogni donna dovrebbe tendere: raggiungere la parità di genere.

La storia di Betty è fatta di caparbietà e determinazione, sconfitte e successi. E’ fatta di attese e di lutti, a partire dalla morte del padre, quando la piccola Betty, prima di nove figli, non aveva finito la scuola primaria.

“Sono rimasta a casa un anno perché mia madre non aveva soldi per le rette, poi sono riuscita ad entrare in una scuola rurale molto povera; ancora una volta mia madre non riusciva a trovare i soldi per pagare le mie scuole secondarie e ancora una volta ho interrotto gli studi per poi riprenderli dopo un anno. Avevo solo 16 anni, frequentavo il terzo anno delle scuole secondarie, quando un uomo mi ha ingannata e messa incinta.  Ho dato alla luce uno splendido bambino, ma sono dovuta restare a casa per un altro anno per prendermene cura.

Quando ho ripreso gli studi, grazie ai sacrifici e agli incoraggiamenti di mia madre, i miei coetanei mi prendevano in giro perché avevo un figlio. Il mio posto era in cucina, mi canzonavano, perché perdevo tempo a scuola? Ho ricevuto insulti anche dai miei parenti, ma non ho ceduto.

Era dalla morte di mio padre che volevo diventare infermiera per fare la differenza, ma non c’erano soldi per la tasse universitarie. Mi sono allora offerta come volontaria per una ONG locale, l’ American Refugee Council, ARC, per racimolare un po’ di soldi grazie ai rimborsi e alle indennità.”

Betty è stata ammessa alla scuola per infermiere del Lacor, una delle migliori del Paese; un buon amico dell’ARC l’ha aiutata economicamente, ma lei ci ha messo del suo: studio e impegno le hanno permesso di superare al meglio gli esami, tanto da venire assunta dal Lacor. Il suo primo stipendio, ricorda, è andato alla madre perché potesse prendersi cura dei numerosi fratelli.

E’ il 2009 quando Betty ha il suo secondo figlio, una bambina. Ma la vita ha ancora molte sfide in serbo per lei. “Nel 2012, una notte, mentre ero in servizio, un incendio è divampato nella capanna in cui dormiva mio marito ustionandolo gravemente. È stato portato d’urgenza in terapia intensiva dell’ospedale, ma è morto. È stato un colpo durissimo: avevo perso tutto in quell’incendio”.

E’ il Lacor a tendere la mano a Betty, offrendole una stanza in cui trasferirsi con i suoi figli. E grazie alla profonda amicizia con Sister Sharon Aber, morta all’improvviso lo scorso settembre, Betty riesce ancora una volta a risollevarsi. “Sharon è stata la spalla a cui appoggiarmi”, confida Betty, ancora molto provata per la perdita dell’amica.

“È stata dura con due bambini da crescere: ero sola e spaventata...”. A quel tempo Betty lavorava in terapia intensiva, ma dopo la morte del marito ha chiesto di essere trasferita all’Unità Neonatale dove è rimasta fino a quando, tre anni dopo, il Lacor l’ha sponsorizzata pagando le rette per frequentare la Facoltà di scienze infermieristiche della Mukono University.

Un figlio a scuola e la bimba a casa dalla mamma, Betty studia senza sosta. Sulle sue spalle la responsabilità delle tasse per la scuola del figlio, ma anche il matenimento di mamma e fratelli.

Fresca di laurea, diventa responsabile delle infermiere nel reparto di medicina ed entra a far parte dell’ufficio direttivo dei servizi infermieristici. Oggi Betty supervisiona le attività delle infermiere e l’assistenza ai pazienti; forma gli infermieri sia a scuola che in reparto, garantisce il rispetto dell’etica infermieristica, assiste i pazienti, partecipa alle valutazioni per i miglioramenti della qualità e molto altro ancora.

“Sono grata a Dio e al Lacor per dove sono arrivata”, confida.

Ma dev’essere grata anche alla sua forza di volontà e alla sua determinazione. Alla grande resilienza che le ha permesso, oggi, di essere un modello per la figlia, le sorelle e le giovani donne della sua comunità.

“Quando mio padre morì, tutti pensavano che per noi ragazze fosse la fine. Quando rimasi incinta, nessuno, tranne mia mamma, ha creduto in me. Ma questo mi ha motivata ancor più a lavorare sodo. Sono stata e sono ancora la “bread winner”, colei che porta a casa il pane, mantiene la famiglia. Pago le tasse scolastiche per i miei figli e i miei fratelli minori, sono considerata una persona importante: posso sedermi al tavolo degli uomini nella mia comunità e prendere decisioni insieme a loro.

Mi ritengo una donna forte che, nonostante le sfide e le avversità, è rimasta salda.

Chi mi vede oggi, vede che una donna può anche essere utile alla società. La mia resilienza ha insegnato ai miei colleghi che quando sei concentrato su un obiettivo lo puoi raggiungere, anche se sei una donna”.

Oggi Betty racconta la sua storia alle bambine che conosce:  “le incoraggio a rispettare se stesse e a non mollare anche quando devono affrontare sfide enormi: perché non c’è differenza tra una ragazza e un ragazzo quando si tratta di istruzione e carriera, tutti possiamo fare le stesse cose”.

Un messaggio che oggi, nella giornata internazionale della donna, le donne del Lacor e della Fondazione Corti, vogliono condividere con Betty.

 

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