Una collana per il Lacor

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Una collana per il Lacor

comboni telaio (1) - CopiaGulu. A una manciata di chilometri dal Lacor sorge il centro Comboni Samaritans, voluto dai missionari comboniani.

Ci accompagna a visitarlo Suor Giovanna, che vive al Lacor, ma ogni giorno si reca qui a lavorare. “Questo centro è stato costruito per proteggere chi aveva dovuto abbandonare il proprio villaggio e, al suo ritorno alla fine della guerra, non è più stato accettato. Sono perlopiù donne, bambini, disabili, malati di HIV, emarginati, orfani”.

Tanti i progetti: dal microcredito al sostegno a distanza per la formazione di bambini.  A parlarci del microcredito è Christopher Komakech. “L’idea è fare un prestito ai soggetti più vulnerabili, a interessi ridotti. Da quando abbiamo attivato questo programma, grazie al contributo di Fondazioni4Africa e poi di Fondazione Cariplo, sono state aiutate quasi mille persone. Tra loro c’è Ventorina, vedova e malata di Aids, che ha avviato un’attività artigianale grazie a un piccolo prestito. Ventorina realizza anfore in terracotta per conservare i cibi: prima di avere accesso al microcredito guadagnava circa 1,50 al mese, oggi ne guadagna in media 42 e riesce così a sostenere le spese della scuola di suo figlio.

Ventorina, e come lei molte altre donne, può curarsi presso il dispensario che sorge all’interno del centro Comboni Samaritans e collabora con il Lacor Hospital. A fianco, negli spazi verdi di quest’accogliente costruzione, ci sono i laboratori della cooperativa Wawoto Karel, una delle iniziative del centro, che oggi dà lavoro  a un’ottantina di donne. Sono Angee Doroty, Aciro Christine, Auno Paska, Vicky Langec e tante altre. Giovani o meno giovani, con l’HIV oppure con storie di sfruttamento e schiavitù, hanno ritrovato dignità grazie al lavoro. Qui si realizzano infatti manufatti artigianali prodotti con materie prime locale. Ed è qui che la Fondazione Corti acquista le bomboniere, le collane, le stoffe, i presepi e molto di ciò che vi proponiamo come regalo solidale.

E’ un modo per sostenere il Lacor, ma anche la cooperativa Wawoto Kacel. In lingua acholi il suo nome significa Camminiamo Insieme.

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