Un ospedale, 270 mila pazienti

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Un ospedale, 270 mila pazienti

foto apertura ridimensionataUn ospedale, 270 mila pazienti, 624 dipendenti ugandesi e 743 studenti. I numeri parlano per il Lacor. Come ogni anno nei primi mesi siamo davvero orgogliosi di condividere con voi i dettagli delle attività che sono state svolte al Lacor nell’anno precedente.

Tra l’inizio di luglio 2016 e la fine di giugno 2017 in ospedale sono state visitate quasi 145 mila persone e ricoverate più di 34 mila. Il 45 % di loro erano donne e il 37 % bambini con meno di sei anni!

Anche i centri sanitari periferici del Lacor hanno accolto migliaia di pazienti: quasi 35 mila ad Amuru, tra visite ambulatoriali e ricoveri, più di 30 mila a Pabbo e oltre 26 mila a Opit.

Sono da sempre donne e bambini la priorità del Lacor, sono le categorie più vulnerabili e sono soprattutto loro a rivolgersi con fiducia a medici e infermieri. E i numeri lo dimostrano: tra l’inizio di luglio 2016 e la fine di giugno 2017 sono stati accolti, assistititi e curati 101.067 bambini con meno di sei anni e 120.334 donne, di cui 32.237 mamme. Tantissime le nascite: 7.366 i parti assistiti e 1.230 quelli cesarei.

Il Lacor Hospital è infatti, prima di tutto, un centro per la salute materno-infantile che serve i distretti di Gulu, Amuru, Omoro e Nwoya. Qui si esegue quasi l’80 per cento dei cesarei effettuati nei tre distretti. Inoltre, è tuttora uno dei pochi centri in cui vengono trattate le fistole ostetriche che, se non curate, comportano gravi conseguenze sia fisiche che sociali.

Riferimento per migliaia di persone, la Fondazione Corti e il Lacor credono che il futuro dipenda dalla formazione di nuove generazioni di medici, infermieri e ostetriche.

Da tre anni il Ministero della Sanità ugandese chiede di potenziare le attività di formazione. Sono stati introdotti i corsi avanzati di ostetricia e di tecnico di laboratorio e quello di infermiera di sala operatoria. Il risultato? Nei cortili e nelle corsie del Lacor si possono incontrare ben 743 studenti. Di loro, 533 sono residenti e tirocinanti, mentre gli altri 190 sono esterni: il Lacor, infatti, è anche sede di insegnamento e pratica per gli studenti della Facoltà di Medicina di Gulu e di tirocinio per medici e farmacisti neolaureati dalle facoltà governative.

A fronte di tanto impegno e di numeri così elevati, anche il costo complessivo del funzionamento dell’ospedale è aumentato.

Nell’anno fiscale 2016-2017 il Lacor è costato 5 milioni di Euro. La parte più consistente è stata impiegata per pagare gli stipendi del personale e i farmaci, due voci che, insieme, raggiungono 4 milioni di Euro. Come vengono reperiti questi fondi? Oltre il 60% proviene dall’estero.

La Fondazione Corti ha inviato al Lacor 1.318.127 Euro in denaro e ne ha spesi 360.786 Euro in assistenza tecnica per esigenze segnalate dall’ospedale. Questa cifra comprende, tra l’altro, lo stipendio dell’amministratore dell’ospedale e dell’advisor alla direzione, il lavoro di un consulente informatico che si occupa di ristrutturare la rete dell’ospedale e l’acquisto di alcuni beni che non sono facili da reperire in Uganda.

In particolare, con i fondi inviati dall’Italia, l’ospedale sta attuando la digitalizzazione della radiologia, mettendo a punto la distribuzione gas medicinali e sono state aggiunte al parco macchine due nuove ambulanze, grazie a due donatori italiani e ai 17 mila Euro raccolti con la lotteria Un’ambulanza nella savana!

Ancora più preziosi i fondi, che superano il milione e trecento mila Euro, inviati per sostenere i costi correnti del Lacor, quella fonte di sostegno regolare e continuativo che consente di programmare le attività e guardare al futuro.

 

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