Un ecografo per le future mamme

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Un ecografo per le future mamme

eco 285xIn Uganda una mamma ha in media sei figli; in Italia non arriva ad averne uno. In Uganda spesso questa mamma non ha neanche vent’anni; in Italia sempre più spesso ne ha quaranta.

In Uganda la maggior parte delle future mamme non ha la possibilità di effettuare neanche un controllo durante la gravidanza; in Italia si effettuano almeno tre ecografie, cinque se la gravidanza è a rischio.

E così via, potremmo continuare a lungo.

Ma ci fermiamo sull’ultima riflessione per condividere con voi una buona notizia.

Al Lacor Hospital di Gulu nascono ogni anno quasi diecimila bambini. Sono migliaia le donne accolte nel reparto maternità e quelle assistite nei tre centri sanitari periferici.

Spesso si tratta dei casi più complicati: donne che arrivano al Lacor dopo giorni di travaglio, inviate da piccoli ospedali o centri sanitari che non hanno attrezzature e competenze sufficienti per assisterle o che giungono direttamente dai villaggi dopo chilometri di cammino. Il risultato è che spesso arrivano in condizioni disperate. Tanto che al Lacor si effettua circa il 70-80 per cento dei parti cesarei del Nord Uganda: fino a 1500 l’anno; questo è possibile grazie alla presenza delle sale operatorie, di esperti chirurghi e anestesisti e della disponibilità di materiale per poterli eseguire, oltre che di energia elettrica e acqua.

La buona notizia è che oggi c’è un nuovo, prezioso, ecografo completamente dedicato alla maternità.

La raccolta fondi per acquistarlo è stata avviata su facebook dalla dottoressa cadorina Cristina Reverzani. Questa donna, così determinata da aver scelto di diventare medico al servizio dei più vulnerabili lasciandosi alle spalle un’altra professione e un’altra vita, ha coinvolto amici e conoscenti in una maratona di solidarietà.

Al Lacor per la seconda volta per un periodo di sei mesi, Cristina ha lanciato il gruppo United For Uganda – A Project For Lacor Hospital che raduna molti donatori del Cadore e di Monaco di Baviera.

A tutti loro va un grande grazie.

“Bisogna sognare in grande per raggiungere grandi risultati”, commenta Cristina, che in questi giorni sta contribuendo a formare il maggior numero di operatori sanitari ugandesi per utilizzare al meglio lo strumento.

Grazie al nuovo ecografo portatile, interamente dedicato alla maternità, i tempi di attesa si riducono e c’è sempre la possibilità di effettuare un’ecografia per prendere decisioni rapide.

“L’ecografo gioca un ruolo centrale nell’affrontare le emergenze ostetriche, dove la vita di un bimbo si gioca sul filo dei minuti”, conferma Cristina, che spiega: “i casi più complicati sono i più insidiosi: emorragie prima del parto, sospette morti intrauterine, gravidanze multiple: il nuovo ecografo portatile fa la spola più volte al giorno tra la stanza dedicata e la sala parto. Poter vedere subito all’interno del ventre materno consente di risparmiare tempo prezioso nel decidere se procedere con un cesareo d’urgenza o dare ancora tempo alla natura“.

Salvando così la vita di mamme e bambini. 

 

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