“Il Signore me l’ha dato”

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“Il Signore me l’ha dato”

Copia di bimbo malaria 285x190Abola William è un papà orgoglioso. Orgoglioso e preoccupato. Il piccolo Ruotomiya Emmanuel si è ammalato di malaria. E non è la prima volta.

Sono arrivati insieme da Patiko, villaggio a circa 14 chilometri dal Lacor. Emmanuel stava malissimo, vomitava e delirava per la febbre, scosso da brividi.

La diagnosi è malaria, ma non solo.

Abola William è un agricoltore, ha una piccola landa di terra che scorre vicino a un rigagnolo dove Emmanuel ama giocare con gli amici. E’ qui che ha certamente preso le larve di un parassita che, una volta entrato nell’organismo, causa un’importante anemia (un video animato, in inglese, spiega bene di cosa si tratta).

Per questo Emmanuel ha bisogno urgente di una trasfusione. Grazie al sangue donato (in ospedale ce n’è sempre un gran bisogno!) e ai medicinali che la farmacista Jacinta ordina ogni due mesi, sempre attenta alle scorte per non trovarsi mai senza, Emmanuel potrà tornare a casa e continuare a studiare.

E’ in prima elementare: da grande vorrebbe fare l’autista di bulldozer oppure il dottore o magari il poliziotto. Ora che sta bene avrà tutto il tempo per scegliere.

Il suo nome, in Acholi, vuol dire “il Signore me l’ha dato”; Ruotomiya si chiama così perché è il primo figlio maschio dopo sei bambine.

Papà William era in pensiero per questo suo figliolo gracile che deve portare spesso al Lacor in preda alle febbri malariche. Si preoccupa per lui e mette in pratica i consigli che Agnes, la health educator, gli dà perché l’alimentazione del bambino sia più ricca di vitamine e sali minerali contro l’anemia.

Sì William, il Signore te l’ha dato e non sarà la malaria a togliertelo; finché Jacinta continuerà a poter ordinare l’artemisina contro la malaria e dal laboratorio sarà disponibile una provvidenziale sacca di sangue.

E finché medici e infermieri del Lacor potranno continuare a lavorare per tutti i piccoli Emmanuel Ruotomiya.

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