Che sia festa per ogni mamma

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Che sia festa per ogni mamma

Essere rimasta incinta, non solo ha distrutto la mia vita, ma anche la fiducia che i miei genitori avevano in me”, confida Aceng, che sta affrontando una gravidanza a 14 anni.
Jane non è sola. La chiusura, durata mesi, delle scuole ugandesi, ha esposto le giovanissime ad un aumento di violenze, maltrattamenti e abusi. Su una popolazione  scolastica di 15 milioni di studenti, sono oltre due milioni e mezzo le ragazze tra i 13 e i 19 anni. E se fino a qualche anno fa una ragazza su quattro rimaneva incinta, ora il numero  è cresciuto.

Quantificare di quanto non è ancora possibile, ma alcune indagini locali cominciano a snocciolare i primi numeri portando alla luce migliaia di giovanissime che hanno avuto un bambino. Com’era successo in Sierra Leone quando, durante la chiusura delle scuole nel lockdown per arginare l’Ebola, le gravidanze delle adolescenti erano aumentate del 65%.

Dietro i numeri ci sono volti di bambine, a cui la gravidanza ha interrotto la promessa di un futuro. Ci sono complicanze gravi e un maggior numero di parti cesarei: il loro corpo prematuro non è ancora pronto per avere un figlio.

Aumenta allora anche la necessità di eseguire un parto cesareo.
Anche il rischio di morire dando alla luce un figlio è più elevato: una ragazza tra i 15 e i 19 anni ha il doppio di probabilità di morire di una ventenne. Cinque volte tanto se non ha ancora 15 anni. Lo afferma lo Uganda Demographic and Health Survey (UDHS).
Per non parlare degli effetti sulla sua vita e sul suo futuro. Stigmatizzate dalla famiglia, spesso abbandonate dal padre del bambino, emarginate dalla comunità, quese ragazze sono quasi sempre costrette ad interrompere gli studi, unica speranza per sperare in un futuro migliore.

 Al Lacor la maternità è al centro sia in ospedal, che nei centri sanitari periferici e nei villaggi, grazie agli “outreaches”, le uscite del personale nelle comunità.
Nell’ambulatorio di pianificazione familiare gestito dall’infermiera e ostetrica Doreen Amito, le adolescenti, 306 nell’ultimo anno, vengono accompagnate e guidate.

Con i suoi 8.100 parti l’anno, di cui circa 1.600 cesarei, il Lacor è uno dei maggiori centri di riferimento per le nascite di tutta l’Africa Subsahariana.

Quest’anno, contribuisci a coprire i costi dei parti cesarei eseguiti in media in una settimana al Lacor.
Cogli la sfida: un cesareo, in una delle sei sale operatorie del Lacor costa 70 Euro. Se arriviamo  insieme a raccogliere 2.100 Euro, copriremo il costo dei 30 cesarei di una settimana.

E non è una settimana qualsiasi, ma quella della festa della mamma.

Quale regalo più bello a tutte le mamme del mondo sapere che tante altre donne possono accogliere in sicurezza il loro piccolo tra le braccia?

 

 

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