Una giornata per ricordare

News

Una giornata per ricordare

IMG_4742 285“Avevo sentito parlare per la prima volta della Fondazione Corti ascoltando la trasmissione Il falco e il gabbiano di Enrico Ruggeri su Radio24 ed ero rimasto profondamente colpito dalla storia d’amore e dedizione  di Piero e Lucille Corti, due persone straordinarie. Da subito avrei voluto fare qualcosa per il loro ospedale.

Il momento è arrivato quando mia zia Maria, che non aveva figli o eredi legittimi, ci ha lasciati.

Nel suo testamento c’era la richiesta di destinare una cifra ad un’organizzazione che fosse attiva in Africa ed io ho subito pensato alla Fondazione Corti”.

Così Marco Viola di Biella spiega il motivo per cui ha predisposto un lascito per il Lacor Hospital a nome di sua zia.

Perché proprio l’Africa? “Zia Maria era una persona di grande sensibilità: spesso mi diceva che gli africani erano le persone che soffrivano di più al mondo. Ottava di dieci figli, era cresciuta in una famiglia molto povera, ma sua madre, mia nonna, era stata per lei modello di generosità.

Ricordo ancora mia nonna quando, pur facendo fatica ad arrivare a fine mese, andava in posta a spedire bollettini per fare  beneficienza.

E all’impiegato che le diceva: “Rosina, non mandare via soldi, che ne hai bisogno tu”, lei era solita rispondere: “anima sua borsa sua”. Che significa: “se chi li riceve li usa male, sarà la sua anima a risponderne”.

Ricordi come questo”, confida Marco, “rimangono dentro di noi”.

Sono semi che a volte fioriscono: come è successo per zia Maria che nelle sue ultime volontà si è ricordata dell’Africa e, grazie al nipote Marco, ha scelto di donarci una parte dei suoi beni.

Ecco allora perché è così importante scrivere, meglio se di fronte a un notaio, i propri desideri per quando non ci saremo più.

“In Italia non siamo abituati a fare testamento, afferma Marco, ma è un errore. Soprattutto le persone sole come mia zia, possono dare l’esempio”.

Grazie zia Maria, a nome di ogni bambino che con il tuo lascito riusciremo a curare al Lacor.

Tra coloro che tu stessa consideravi gli ultimi, i più vulnerabili.

 

 

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

TI TERREMO AGGIORNATO SULLE NOSTRE ATTIVITA'

Continuando ad utilizzare il sito, accetti l'uso dei cookie. approfondisci

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close