“Tutto parte da te e da me”

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“Tutto parte da te e da me”

“Credo che ormai tutti abbiamo fatto i conti con il fatto che il Covid 19 sia reale…ma la domanda è: quanto è reale? Troppi giovani pensano di essere invincibili, ma questo virus colpisce sicuramente anche le persone della mia età. Ed io ne sono la prova.
Era lunedì 31 maggio, andando al lavoro ho sentito che qualcosa non andava. Ho avvertito una profonda stanchezza, mal di testa, gola irritata e la fastidiosa sensazione che avrebbe potuto essere Covid 19. Dapprima ho pensato che sarebbe passato e ho continuato a lavorare come ogni giorno.
Ma il pensiero tornava lì: se ho contratto il virus, come posso non contagiare i miei colleghi e la mia famiglia?
Sono comparsi altri sintomi: febbre alta, forte dolore ai muscoli, la percezione di essere in preda ad un fuoco ardente che divampa in tutto il corpo, un’insopportabile mal di testa, come se gli occhi volessero schizzare fuori dalle orbite e brividi, tantissimi, che mi scuotevano nonostante fossi avvolta in diverse lenzuola.

E poi boom… la diagnosi di Covid 19 è stata confermata.

Ho sentito i brividi scendermi lungo la schiena. Morirò? Sopravviverò?
I sintomi sono peggiorati, come se i polmoni fossero stati attaccati. Potevo sentire la battaglia in corso nel mio petto; in altri momenti era come se fossi stata picchiata.
Sette giorni in reparto Covid e quattordici lunghissimi giorni in isolamento. Avevo paura di morire.
Ero sola: nessun visitatore poteva essere ammesso nel reparto.
E’ allora che ho iniziato a guardare la vita in modo diverso. Quando combatti una malattia che non ha cura e vedi i medici e gli infermieri che lavorano tanto duramente per gestirla, non sapendo se vivrai o morirai, ti metti in una sorta di “modalità di sopravvivenza”.

Se sopravvivo a questo, pensavo, farò pace con me stessa, i miei colleghi, la famiglia e gli amici.
La buona notizia è che il Covid che non mi ha uccisa, ma mi ha resa più risoluta e compassionevole.

Permettetemi di cogliere questo momento per condividere un apprezzamento immenso: le parole non riescono a esprimere quanto io sia grata all’intero team sanitario dell’Unità Covid del St Mary’s Hospital Lacor. In modo speciale al Dr. Jackson Kansiime per aver salvato la mia vita. A Dr. Paska Layet, Sr. Janet Adongo, Dr. Odong Gerald… GRAZIE per il vostro impegno e la vostra dedizione.
Possa l’Onnipotente Dio continuare a darvi più forza, amore, resilienza, conoscenza e saggezza per servire l’umanità.
Con questa testimonianza voglio ricordare che tutti possiamo proteggerci dal Covid se abbiamo autodisciplina e aderiamo alle procedure.  Possiamo ancora essere connessi, mentre siamo fisicamente distanti. È un piccolo sacrificio rispetto a ciò che la malattia provoca in chi l’ha vissuta.
Tutto inizia da te e me.”

Paska Amony, infermiera della pediatria del Lacor

Oggi Paska, che ringraziamo per aver scritto e condiviso questa testimonianza, è guarita del tutto e tornata a lavorare nel reparto di pediatria del Lacor dove si occupa di nutrizione.
La sua forza d’animo e la sua esperienza saranno di grande aiuto al team di supporto sociale del Lacor che sta organizzando sessioni di terapia di gruppo per pazienti e operatori guariti.

Al Lacor in questo momento c’è bisogno di tutto.
Ossigeno, farmaci, dispositivi di protezione, risorse per seguire i pazienti e la loro salute fisica e mentale.
Al Lacor, in questo momento c’è bisogno di te.

 

 

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