Nuove forze contro le malattie

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Nuove forze contro le malattie

Sono una trentina e più. Sono medici, farmacisti e infermieri, tutti laureati, che cominciano il loro periodo di “internship”, l’anno di pratica che permette di essere abilitati a svolgere la professione.

Nei giorni scorsi si sono riuniti per un incontro di formazione con i direttori dell’ospedale prima di iniziare il loro lavoro al Lacor.

Il periodo di internship”, ha spiegato loro dr. Odong, “è un anno in cui il lavoro viene monitorato e supervisionato. E’ il momento per dimostrare che si ha la stoffa del medico o dell’infermiera”. “Ma è anche il momento per sostenere i valori del Lacor”, ha aggiunto dr. Martin: “rispetto, professionalità e un impiego razionale delle risorse”.

Dr Cyprian Opira ha consigliato ai giovani interns di lasciarsi trasportare dal cuore e donare il proprio tempo senza guardare l’orologio. “Non focalizzatevi sul tempo”, ha detto. “Non toglietevi il camice per andare a casa perché sono le cinque del pomeriggio. Questo non è il Lacor. Il Lacor vi chiede di offrire di più per fare del bene ai pazienti più poveri”.

Al Lacor, gli interns sono colonna portante di ogni reparto.

Tra coloro che hanno appena terminato il periodo di internship (nella foto, sono tutti insieme), sei sono rimasti in forze al Lacor.

Tra di loro c’è Paul Andrua, una laurea in scienze infermieristiche. Brillante e appassionato, è stato assunto per insegnare ai giovani della scuola infermieri.

Viene da Arua, circa 250 chilometri distante da Gulu, ma ormai considera il Lacor come casa. “Amo molto l’atmosfera familiare che si respira e come è organizzato l’ospedale”, rivela a Josephine Anying,  responsabile comunicazione del Lacor. Non solo: “ciò che mi ha convinto a restare è anche la varietà di malattie e di pazienti che si incontrano in quest’ospedale”.

Anche il dr. Zia Amos ha deciso di rimanere. “Durante l’anno passato qui mi sono convinto sempre più che questo fosse il posto dove rimanere per diventare il dottore che ho sempre voluto essere”, spiega.Qui vedo le qualità che cerco in un medico: lavoro intenso, abilità pratiche, attenzione alle comunità, competenze diversificate. Inoltre, ho maturato sempre più interesse verso la medicina d’urgenza e ritengo di poter sviluppare tutto ciò al Lacor. Sono ansioso di aiutare”, confida a Josephine.

Benvenuti a Paul Andrua, al dr. Zia e agli altri interns che sono rimasti al Lacor a servire una popolazione ancora duramente provata dalle malattie della povertà.

Buon lavoro

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