NOMI ACOLI

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NOMI ACOLI

nomi acholi

Decidere il nome dei figli è una scelta ardua per tutti i genitori. La tradizione italiana prevede che il neonato assuma il cognome del padre e gli venga dato un nome scelto da entrambi i genitori, spesso il nome di un parente prossimo o di un amico caro. Come è immaginabile, questo non è il caso degli Acoli del Nord Uganda.

Tradizionalmente, il popolo Acoli non ha un cognome “familiare”, ma ogni persona ha due nomi: un nome Acoli e un nome di battesimo. Il primo viene talvolta usato come cognome, soprattutto nei rapporti coi bianchi, e può quindi capitare che fratelli nati dagli stessi genitori abbiano “cognomi” diversi. Nella firma invece gli Acoli utilizzano prima il nome tradizionale seguito dal nome di battesimo.

La scelta del nome e il suo conferimento hanno molta importanza. Il nome è dato il terzo giorno dopo la nascita per un maschio, il quarto per una femmina. Normalmente i nomi maschili iniziano con la “O” e quelli femminili con la lettera “A”. Spesso il nome Acoli rispecchia fatti accaduti durante il concepimento, la gravidanza o la nascita del bambino. Alcuni nomi raccontano delle difficoltà affrontate; abbiamo così Otoo ,da “too”, morte, per un bimbo nato prossimo alla morte di un parente, e Ocan/Acan, nato/a durante un periodo di povertà (“can” in Acoli), come una carestia. Altri nomi sono legati al periodo del parto: un bambino nato a mezzogiorno verrà chiamato Oceng/Aceng da “ceng” che significa sole; se invece nasce all’alba sarà Onyango/Anyango. Molto comuni sono nomi legati alle condizioni del parto: una bimba nata podalica sarà chiamata Adoc.

Possono essere dati fino a cinque nomi Acoli: il secondo nome può precisare il primo, per esempio Okec (kec = fame) nel caso di un bambino nato durante una carestia può essere accompagnato da Langara (locusta) nel caso in cui la carestia sia stata provocata dalla piaga delle locuste. Un “nome curioso” (nying = nome, mwoch= curioso) può riguardare un fatto curioso: ad esempio Olwiyo (fischiare) è il nome dato ad un bambino quando la madre chiama il padre fischiando. Esistono anche i “nomi di guerra” (nying = nome, tong = lancia), oppure “nomi d’amicizia” (nying = nome, twok = vicinanza) scelti o attribuiti da persone molto amiche.

Esiste talvolta l’abitudine di usare il nome del padre, sostituendolo oppure aggiungendo anche quello del marito, come identificativo di appartenenza. Quindi una ragazza può essere chiamata con un nome maschile, ad esempio Okello, quando utilizza anche il nome del padre o del marito.

In altre popolazioni dello stesso ceppo linguistico, il nome locale ha perso il suo significato d’origine e viene dato per altri motivi (piace, appartiene ai genitori, ecc).

Un piccola curiosità: molti di voi sapranno che Dominique Corti, Presidente della Fondazione, è nata al Lacor Hospital dove i suoi genitori, Piero e Lucille lavoravano e portavano avanti insieme ai loro collaboratori l’ospedale. Alla sua nascita le venne dato un nome Acoli: Atim, “nata lontana da casa” che si addiceva alla sua condizione anche se per Atim, il Lacor è stato ed è da sempre una seconda casa.

Anche Social Promise qualche tempo fa ha parlato dei nomi Acoli: tra tradizione e curiosità!

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