Lontani ma vicini

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Lontani ma vicini

10 giugno 2021

 

A fianco del Lacor, c’è bisogno anche di te

E’ arrivata. La temuta seconda ondata, il propagarsi del virus complice la stagione delle piogge, è in atto proprio in questi giorni.

Janet Adong, instancabile, non dorme da due notti. Da mesi è la responsabile delle infermiere nell’Unità Covid. Il personale è allo stremo, i posti letto sono tutti occupati, da lunedì sono morte di Covid quattro persone, scrive rapidamente in un messaggio mentre si reca nell’ufficio delle Matrons, le responsabili dei servizi infermieristici del Lacor, per chiedere altro personale che possa supportarla. Nelle scorse settimane, parte degli operatori dell’Unità Covid era tornata a lavorare nei rispettivi reparti.

Ma ora l’emergenza è di nuovo attualeE in crescita.

La fotografia del Lacor rispecchia quella dell’Uganda. Se ad aprile il tasso di positività al Covid era del 2%, ora è balzato al 17%.

Casi critici e morti delle ultime due settimane hanno superato quelli di quattro mesi della prima ondata, ha dichiarato alla nazione il Presidente Museveni.

Il Paese ha finora registrato 56.949 casi e 402 decessi, ma il numero di test rimane basso e queste cifre sono certamente sottostimate.

Non solo: iI Ministero della Salute ha annunciato che tutti i letti di terapia intensiva del Paese sono occupati.

E quindi? Si chiude. Un nuovo lockdown è stata la risposta immediata del Governo ugandese al picco di casi Covid che era partito dalla capitale, ma ora ha raggiunto tutto il Paese.

Per sei settimane a partire da domenica scorsa scuole chiuse, compresa quella del Lacor, trasporti fermi (ad accezione di quelli di emergenza e per le merci), mercati settimanali serrati, assembramenti vietati, coprifuoco dalle nove di sera.

Come se non bastasse, le scorte di AstraZeneca consegnate a inizio marzo dal programma internazionale COVAX si sono rapidamente esaurite. Nonostante le promesse di Stati Uniti ed Unione Europea, solo l’1% della popolazione africana è stata vaccinata.

Anche in Uganda la vaccinazione procede a rilento: in un Paese che conta 45 milioni di persone, solo 750mila hanno ricevuto la prima dose e 35.000 la seconda.

Ad oggi al Lacor, 37 operatori non hanno ancora potuto ricevere la seconda dose.

Ripercorrendo la lunga storia di alleanza tra Fondazione Corti e Lacor, c’è un filo rosso che segue le necessità di ogni momento storico.

Nelle emergenze quel filo rosso ha un picco. Sono le donazioni della Fondazione che aumentano correndo in soccorso dell’ospedale.

Perché continui a rimanere quel presidio saldo, garanzia di salute e futuro, che da 60 anni è al servizio di una delle popolazioni più vulnerabili del pianeta.

Oggi è uno di quei momenti. 

Continuate a sostenerci.

Dominique Atim Corti

 

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