Pensando agli altri

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Pensando agli altri

“Le sfide sono numerose, ma questo non ci impedisce di continuare a collaborare con i centri sanitari che ci chiedono aiuto per i casi più complicati”. A parlare è il ginecologo dottor Sande Ojara che aggiunge: “il Lacor non può camminare da solo; credo che costruire legami con altri centri sanitari possa migliorare la qualità dei servizi materno-infantili nel nostro Paese”.

Questa bella storia di solidarietà comincia 200 chilometri dal Lacor, nel distretto di Adjumani, dove sorge un ospedale che accoglie molti rifugiati dal Sud Sudan. E’ la storia di una donna con una delle patologie più rischiose della gravidanza, l’eclampsia, una complessa sindrome che mette a rischio la vita della mamma.

Ma è anche una storia di collaborazione e della volontà di tendere una mano e condividere conoscenze ed esperienza con un’unica missione: aiutare i più vulnerabili.

Liza Amony, vent’anni, al primo figlio, è arrivata in condizioni molto gravi con le convulsioni tipiche dell’eclampsia”, racconta il dottor Sande. “Nel centro sanitario di Adjumani, dove era giunta in travaglio, Liza era stata sottoposta ad un cesareo d’emergenza e dato alla luce una splendida bimba di due kg, ma il personale sanitario non è riuscito a stabilizzare la mamma e fermare le convulsioni. E’ stata allora trasportata d’urgenza al Lacor e subito ricoverata in terapia intensiva dove le abbiamo somministrato ossigeno, farmaci per l’eclampsia, come il solfato di magnesio e continuato a monitorarla. Dopo sei giorni, con le cure adeguate e i farmaci più indicati, Liza è migliorata al punto da essere dimessa e tornare a casa con la sua bimba”.

Un lavoro di squadra, i test di laboratorio più indicati e soprattutto il protocollo di cura corretto: tutto questo ha dato a Liza la possibilità di tornare a vivere.

Ma cosa succede alle altre donne come lei?

I problemi di ipertensione in gravidanza, inclusa l’eclampsia, sono una realtà per una donna incinta su dieci. Le morti dovute a questa patologia sono circa 50-60 mila ogni anno e, secondo la rivista Lancet Global Health, la mortalità materna è 15 volte superiore nei Paesi in via di sviluppo.

In Uganda, le morti materne sono 336 ogni centomila parti e nel 15 % dei casi dovute a problemi ipertensivi.

Ecco perché, dopo aver salvato la vita a Liza, il personale del Lacor è stato invitato ad Adjumani per raccontare questa bella storia a lieto fine e condividere le strategie di diagnosi e trattamento di pazienti come Liza. “Quando hanno visto tornare a casa Liza sana e salva, il personale dell’ospedale e la mamma della giovane non potevano credere ai loro occhi. Erano convinti che non ci fosse più nulla da fare per lei”, racconta l’autista Samuel che ha guidato l’ambulanza per portarla al Lacor e durante la giornata di formazione ha spiegato il ruolo dell’autista in queste delicate missioni. Ogni componente della squadra è prezioso.

“Lavoriamo insieme, siamo una squadra. Ci siamo dati il nome di “five for mission with passion”, i “cinque delle missioni con passione”, aggiunge il dottor Sande: “l’autista Samuel Acire, le ostetriche Joan Lakika Olam e Harriet Akello, il dottor Henry Ochola ed io”.

Grazie a tutto il team. Perché la passione è contagiosa.

 

Milano, 13/01/2022

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