La lotta di Aber

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La lotta di Aber

Oggi questa bella donna fiera e determinata HIV rid WP vive ad Alero, a circa 26 chilometri dal Lacor con sei figli. Aber, come molte donne della sua generazione, è da sola. Il marito è morto di AIDS.

“Al Lacor non torno solo per i farmaci salvavita”, spiega, “ma anche perché qui ricevo consigli e mi sento seguita e sostenuta.

Gli operatori sanitari sono molto disponibili e offrono un importante supporto, da quando vengo al Lacor ho avuto cinque bambini e nessuno di loro ha l’HIV”.

La storia di malattia di Aber è iniziata nel 2004 quando ha cominciato a non sentirsi bene. “A quel tempo”, ricorda, “la terapia antiretrovirale non era ancora disponibile. Sono venuta al Lacor e mi hanno fatto le analisi per l’HIV e per altre infezioni. La notizia fu delle peggiori, ma dovetti affrontarla.  Tornata a casa, spiegai la situazione a mio marito, ma lui non volle fare il test e continuò a negare l’evidenza fino quando, due anni dopo, morì di Aids”.

Nel 2007 Aber tornò al Lacor e ripeté il test. I risultati non furono diversi e questa volta decise di cominciare a prendere un antibiotico come le consigliavano i medici. La sua salute migliorò e nel 2008 cominciò la terapia antiretrovirale.

“Ad oggi sono dieci anni che prendo la terapia antiretrovirale e non ho più avuto problemi di salute. Mi sento forte e lavoro duramente”, confida. “Tanto che talvolta i miei vicini, che non hanno l’HIV, vengono a chiedermi aiuto, quando il loro raccolto è andato male e non hanno abbastanza cibo. Ed è grazie a questa terra che coltivo giorno dopo giorno che sono riuscita a dar da mangiare alla mia famiglia e a mandare a scuola i miei figli”.

Grazie agli insegnamenti che ha avuto dal personale del Lacor, Aber  è stata capace di non trasmettere l’HIV ai suoi figli, di seguire sempre la terapia e quindi di sopprimere la carica virale. Ha anche imparato quanto sia importante parlare del virus HIV: i suoi bambini la aiutano a ricordare di prendere le pillole al momento giusto perché ha parlato loro della malattia.

Ecco cosa consiglia alle donne: “se scoprite di essere sieropositive prendete le vostre terapie e vivete in modo positivo così da essere utili alle vostre famiglie e comunità”.

E continua: “Se il Lacor non mi avesse aiutata in così tanti modi, probabilmente non sarei viva per poter sfamare ed educare i miei figli”.

Aber ha un messaggio anche per i donatori che, dice, stanno facendo tanto per le donne come lei. Ecco le sue parole: “i donatori non mi conoscono e non conoscono nessuno qui, ma hanno a cuore l’umanità e ci sostengono. So di non poterli ricompensare, ma chiedo a Dio di ricompensarli abbondantemente”.

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