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06 Dicembre 2022

Il Lacor in prima linea

“Mezzanotte è già passata, sembra una notte tranquilla. All’improvviso, uno stridore di freni.
Fuori dal Pronto Soccorso c’è una donna anziana sull’ambulanza arrivata da Pabbo: il suo nome è Joyce. Fatica a respirare.
Janet e Fiona misurano i parametri vitali, portano la bombola di ossigeno e la collegano. Poi mi chiamano.
Joyce ha 57 anni e non è la sua prima volta al Lacor. Ha una grave difficoltà respiratoria, non riesce neanche a parlare; probabilmente le vie aeree sono ostruite.
La ausculto: il cuore sta bene. Non ha dolori al petto, non fuma. E’ ipertesa: le dò un farmaco antiipertensivo.
Da cosa sarà causata l’ostruzione? Un laringospasmo? Un’infezione?
Intanto eseguiamo un prelievo: gli esami sono nella norma.
Ma Joyce continua a non parlare e a non respirare quasi.
Le somministro adrenalina per aerosol, inizio la terapia con cortisone.
La trasferisco in terapia intensiva dove continua la cura.
Il recupero è costante e dopo tre giorni viene dimessa. Non c’è gioia più grande!”

E’ il racconto del dottor Derrick Mukurasy, medico al Pronto Soccorso del Lacor; il racconto di una notte come ogni altra, qui nel Nord Uganda, nell’ospedale che da 63 anni cura i più fragili, bene e gratuitamente.

Varcati i cancelli del Lacor, questo è il punto di accesso per ogni emergenza.
Se fai fatica a respirare, sei stato vittima di un incidente stradale o di un avvelenamento, hai una forma grave di Covid o una reazione allergica è qui che arrivi: al Pronto Soccorso del Lacor.

“Ogni giorno riceviamo fino a 30 persone. Abbiamo sei letti per la sezione chirurgica e sei per quella medica. Un’infermiera effettua subito il triage”, spiega il dottor Derrick. “Arrivano pazienti gravissimi da altri ospedali o dai nostri centri sanitari distanti circa 40 chilometri”.
Il sistema di ambulanze è a chiamata. Che significa che nei cortili del Lacor c’è sempre un’ambulanza pronta; non appena arriva la telefonata di un’emergenza l’autista parte e, nel più breve tempo possibile, il paziente viene accolto in uno di quei dodici letti.
“Avremmo bisogno di più spazio…”, continua il dottor Derrick: “ieri abbiamo avuto venti pazienti insieme. Una giovane con una crisi di anemia falciforme, dolorosissima; due pazienti con emorragie intestinali, uno con cirrosi, un altro con diabete e quattro casi di malaria severa. E poi tre in crisi ipertensiva e uno che aveva avuto un infarto, oltre ad altri che hanno avuto dei traumi. Quasi tutti avevano urgente bisogno di sangue. Ma qui, questo prezioso salvavita manca troppo spesso.

Non potrei essere in un posto migliore”, confida il dottor Derrick. “Qui ho la possibilità di accogliere un paziente in fin di vita e restituirlo alla sua famiglia, sentirlo ridere con i suoi bambini.

Mi sento un “servitore” che accoglie qualcuno tra la vita e la morte e gli ridà l’opportunità di continuare a vivere. Quest’ospedale è una benedizione. E il nostro grazie va a tutti coloro che scelgono di far parte della nostra storia e lottano per mantenerlo in funzione. Gestire un ospedale senza scopo di lucro in cui i pazienti non devono pagare quasi nulla è molto costoso. Portarlo avanti significa dipendere da chi ci aiuta. Non è scontato. Grazie!”.
Lo scorso anno, il Pronto Soccorso del Lacor ha accolto 11.678 PAZIENTI.

Il viaggio di UN’AMBULANZA da uno dei centri sanitari al Pronto Soccorso COSTA CIRCA 60 EURO all’ospedale, ma per il paziente è gratuito.

Ogni paziente del Pronto Soccorso COSTA in media 25 EURO.

Contribuisci anche tu.

Milano, 06/12/2022

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