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14 Febbraio 2023

L’HIV si cura anche nei villaggi

“Se Yolanda non può raggiungere il Lacor, è il Lacor a raggiungerla nel suo villaggio”

“Curare l’HIV non significa solo accogliere negli ambulatori i pazienti o recarsi nei villaggi a proporre test di screening per individuare nuovi malati, ma raggiungere chi non riesce a seguire le terapie e offrire loro sostegno”.
A parlare è l’infermiera Pamela Akera, che da oltre 14 anni lavora al Lacor dedicandosi ai pazienti con HIV.
Al Lacor l’HIV è una priorità. E lo è da 30 anni, da quando è stata fondata la clinica dedicata a questa malattia, diretta dal dottor Emmanuel Ochola, oggi uno dei tre vicedirettori del Lacor.
Da allora sono stati oltre 21 mila i pazienti in terapia antiretrovirale, seguiti sia negli ambulatori che sul territorio.
Tra loro c’è Aol Yolanda.
“Oggi Yolanda ha 18 anni”, racconta Pamela di ritorno dal villaggio di Opuk Omuny nel distretto di Omoro, dove è andata a trovarla. “E’ nata con l’HIV ed è in terapia dal 2010, ma la sua carica virale non è quasi mai soppressa perché la giovane non riesce a seguire con costanza il trattamento”.
Yolanda è stata abbandonata dalla madre quando aveva solo due anni; da allora vive con la nonna, Apyio Maria.
Maria ha avuto nove figli: otto femmine e un maschio. Quattro sono morte, altre quattro si sono sposate e trasferite dai loro mariti e l’unico maschio ha un terreno molto lontano, nel distretto di Nwoya dove vive con la sua famiglia.
Ecco perché oggi, a più di 80 anni, Maria è rimasta sola con la giovane nipote.
Le due donne dipendono dal sostegno dei vicini che portano loro acqua e legna perché la giovane non può camminare a causa di una spondilosi lombare.
Non stupisce che Yolanda non segua la sua terapia; mancano i soldi per recarsi in ospedale a prendere i farmaci, o quando ci sono i farmaci, non c’è cibo a sufficienza.
La mancanza di cibo porta la ragazza a saltare le sue dosi di antiretrovirali.
Di recente Pamela, insieme all’équipe della clinica HIV del Lacor, è andata a trovare Yolanda e sua nonna, portando cibo, sapone e farmaci antiretrovirali. Ma anche conforto.
Quando l’aderenza alla terapia antiretrovirale è frammentaria, il Lacor attiva una procedura di “consulenza intensiva”. Ogni due mesi circa, Yolanda verrà vista da Pamela o da uno degli infermieri della HIV Clinic del Lacor. Ma perché possa raggiungere l’ospedale, con la sua tessera per ricevere gratuitamente i farmaci, è necessario che abbia un sostegno economico.
L’aumento dei prezzi di cibo e benzina che sta affliggendo tutto il mondo e mettendo in ginocchio popolazioni già fragilissime come quella del Nord Uganda, sta spingendo milioni di persone sotto la soglia della povertà.
Sono sempre di più i pazienti nelle condizioni di Yolanda e il Lacor ha bisogno di risorse per poterli andare a visitare tutti a domicilio e dar loro sostegno.
Una visita che fa la differenza.

Con la tua solidarietà permetti al Lacor di raggiungere giovani donne come Yolanda.

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