Due Euro al giorno per curare Anyango

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Due Euro al giorno per curare Anyango

15 febbraio: tutto il mondo si unisce intorno ai 400 mila bambini che ogni anno si ammalano di tumore. E invoca ogni sforzo perché nel 2030 accesso alle cure e possibilità di guarigione siano uguali per tutti.

Better survival è il messaggio della campagna internazionale contro il tumore infantile simboleggiato dall’Albero della vita scelto come icona di crescita e rinnovo.

In Nord Uganda, il tumore più diffuso tra i bambini è il linfoma di Burkitt, particolarmente aggressivo e frequente. E’ curabile, ma solo se si arriva presto in un ospedale in grado di fornire subito diagnosi e cura. Come il Lacor.

Anyango aveva 9 anni quando è arrivata al Lacor, accompagnata dal fratello maggiore. Orfani di entrambi i genitori, vivono con uno zio che non li ha potuti accompagnare per non lasciare i campi che danno loro da vivere.

La mascella di Anyango era gonfia da un anno, ma nessuno se ne era preoccupato. Solo quando anche l’addome e le gambe della bambina hanno cominciato a gonfiarsi e la piccola faceva fatica a respirare, lo zio ha deciso di mandare i due fratelli al Lacor in cerca di assistenza.

All’arrivo, la malattia di Anyango era molto avanzata: cuore e polmoni erano circondati da liquido e una biopsia ha confermato la diagnosi di linfoma di Burkitt. Accolta nella pediatria del Lacor, Anyango ha cominciato la chemioterapia, migliorando rapidamente. Presto è stata in grado di respirare più facilmente e il gonfiore del viso si è ridotto. Dopo il secondo trattamento, la bambina stava così bene che ha chiesto di tornare a casa perché suo fratello potesse continuare la scuola.

E se poi lei non fosse riuscita a tornare? Il villaggio è lontano, il viaggio è lungo… Per fortuna al Lacor c’è una casa famiglia, gestita dall’associazione Soleterre, che accoglie i bambini in cura per tumore, occupandosi anche della loro istruzione. E’ così che molti hanno la possibilità di continuare le cure. Anyango ha completato la sua terapia, mentre suo fratello è tornato al villaggio per riprendere la scuola e aiutare nei campi.  Ad oggi la bambina non ha più segni del linfoma.

In media, ogni anno, il Lacor accoglie nella sua pediatria duecento bambini malati di tumore; quasi la metà di loro ha il Burkitt. Ma grazie alle cure gratuite offerte, circa il 70% dei bambini con diagnosi di linfoma di Burkitt ha una remissione completa o parziale. Un successo, se si pensa che nell’ Africa subshariana sopravvive solo il 40-60% dei bambini con Burkitt, contro il 75-90% di quelli trattati in Occidente.

Un successo dovuto ai servizi offerti al Lacor:  una diagnosi accurata, possibile grazie a test di laboratorio e indagini radiologiche; chemioterapia e trattamento degli effetti collaterali o delle complicanze; interventi chirurgici e counselling.

E ancora, grazie alle associazioni Soleterre e Afron: vitto e alloggio per bambini e genitori che, tra un trattamento e l’altro, non potrebbero tornare nei loro villaggi; follow-up dei pazienti per assicurarsi che seguano le terapie in maniera corretta ed educazione nelle strutture sanitarie locali, ai leader di comunità e alle famiglie per riconoscere tempestivamente i sintomi del Burkitt.

Il ciclo completo per curare Anyango è costituito da sei trattamenti di chemioterapia che costano 70 Euro l’uno; in tutto, per la sola chemio, al Lacor servono 420 Euro per ogni bambino con Burkitt. Una cifra irraggiungibile  in un paese come l’Uganda, in cui più del 40% della popolazione vive con meno di due Euro al giorno.

Due Euro al giorno. Se ognuno di noi decidesse di metter via quei due Euro per poco più di un mese, potrebbe donare un trattamento ad una bambina come Anyango. E se poi volesse accantonare quei due Euro per qualche mese ancora, le donerebbe tutta la cura.

Di più: le donerebbe la possibilità di avere un futuro. 

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