Fiocco rosa al Lacor

News

Fiocco rosa al Lacor

foto ginecologia 285Mamme, mamme, mamme. Ovunque tu volga lo sguardo, al Lacor, vedrai mamme. Strette sulle panche in attesa del loro turno negli ambulatori, sedute sulle stuoie sotto i portici davanti ai reparti o all’ombra dei maestosi alberi del grande cortile centrale. Mamme alla fontana, mamme intente a cucinare o ad accudire i loro pargoli. Grandi pance avvolte in tuniche colorate, fasce strette dietro la schiena da cui fanno capolino teste ricciute, manine avvinghiate ai seni, piccole bocche che non sembrano mai sazie.

I numeri dei servizi maternità del Lacor continuano a crescere.
La conferma arriva scorrendo il nuovo rapporto annuale fresco di stampa con tutti i dati dell’ospedale e dei suoi tre centri satellite, nati per essere più vicini alle comunità rurali.
In un anno, il personale ha assistito a 8.515 parti ed effettuato 1.580 tagli cesarei e 24.359 visite prenatali.

Al di là dei numeri, è solo andando a visitarla che realizzi perché il dottor Emintone Odong, direttore medico, specialista in ginecologia e direttore del reparto, è tanto orgoglioso della nuova maternità. E con lui tutto il personale.
Non solo per la sala operatoria annessa al reparto, ormai pronta ed equipaggiata, che per essere inaugurata aspetta solo gli ultimi dettagli e la riorganizzazione del personale.
Dr Odong ha molti altri buoni motivi per gioire della nuova maternità.

Fiore all’occhiello sono i nuovi spazi per partorire; più che raddoppiati, ora sono nove. Il che vuol dire che, protette da fiammanti tende rosa, ben nove donne contemporaneamente possono far nascere il loro bimbo al Lacor.
L’area dell’accettazione è ampia e funzionale, c’è una sala per le visite e due camere per le donne che hanno subito un cesareo e rimangono in ospedale quattro o cinque giorni invece di un giorno solo.

C’è poi una stanza in cui vengono trattenute in isolamento le neomamme che hanno un’infezione importante. Questo accade perché il Lacor è una realtà di riferimento per una vastissima area soprattutto per i parti più complicati: ancora troppo spesso le donne arrivano al Lacor dopo molte ore o addirittura giorni di travaglio, in condizioni davvero disperate.
All’ingresso, subito a destra, c’è anche una piccola stanza per la neonatologia: i piccoli che pesano meno di sei etti vengono accuditi qui.

Nel reparto maternità del Lacor sono sempre presenti quattro ostetriche: una di loro riceve le donne ed è in contatto con i medici per eventuali urgenze; altre due rimangono presso le sale parto dove controllano l’andamento del travaglio, le condizioni di mamma e feto e assistono al parto.
Sono pronte a intervenire o chiamare il medico in caso di complicazioni, garantiscono le prime cure al neonato e offrono il loro sostegno alla mamma anche dopo la nascita del piccolo. Per esempio per iniziare l’allattamento entro un’ora dalla nascita. Infine, c’è una quarta ostetrica, che segue mamme e neonati nelle 24 ore dopo il parto.

Il loro ruolo è prezioso. E un reparto maternità più efficiente potrà certo contribuire a contenere la mortalità materna e neonatale: una sfida su cui il Lacor sta investendo molto. E la Fondazione Corti insieme a lui.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

TI TERREMO AGGIORNATO SULLE NOSTRE ATTIVITA'

Continuando ad utilizzare il sito, accetti l'uso dei cookie. approfondisci

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close