Eroi di ieri e di oggi

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Eroi di ieri e di oggi

“I nostri medici, infermiere, ostetriche, ma anche pazienti del Lacor, sono Eroi.
Sono la dimostrazione di un’Africa che studia, lavora, si ingegna, eccelle, non si arrende. Con quello che ha.”
Sono le prime battute del numero di Notizie dal Lacor appena entrato, o in arrivo, nelle vostre case: un numero speciale, dedicato agli eroi di oggi e di ieri, che hanno costellato la storia del Lacor.

Vi vorremmo parlare di loro proprio oggi, anniversario della morte del dottor Matthew Lukwiya.

Era il 5 dicembre 2000: il dottor Matthew muore di Ebola, contratto prestando le cure a un malato. Sono passati vent’anni, ma la ferita è ancora aperta come fosse successo ieri. Ed è ancor più viva in questi giorni piagati da un virus che fa paura come faceva paura l’Ebola allora.

“Eroi”, una parola inflazionata, ma che ci sentiamo di pronunciare. Non potremmo definire altrimenti i fondatori del Lacor, Piero e Lucille, una vita al servizio della popolazione del Nord Uganda. E il dottor Matthew, ucciso dall’Ebola mentre si prodigava per arginarne la diffusione. E poi Brother Elio, che neanche un mese fa il Covid ha strappato alla sua missione, al Lacor, ai bambini dell’orfanotrofio Saint Jude.

Eroi, celebrati e invisibili. Che hanno dato la vita per rimanere fedeli alla propria vocazione, ma anche, più semplicemente, che affrontano con coraggio un carico di quotidianità che sfida fame, povertà, malattie.

Sono eroi i medici che si confrontano ogni giorno con malattie semplici, ma spesso fatali. Come la malaria, la polmonite o infezioni che nel Nord del mondo si possono prevenire o curare. Da affrontare invece con scarse risorse, diagnostica insufficiente, medicine non sempre disponibili. O anche solo, come accade anche al Lacor, con la cronica mancanza di sangue per trasfusioni salvavita.

Sono eroine le infermiere e le ostetriche sole, che lavorano per pagare le rette scolastiche dei propri figli, ma anche di quelli della famiglia allargata. Ogni dipendente del Lacor mantiene in media sette, otto bambini con il proprio stipendio che si aggira, per un’infermiera, sui 150 Euro al al mese.

Vogliamo celebrare il dottor Matthew e tutti gli eroi del Lacor con una nota di speranza.

Alcuni ricercatori hanno scritto che la popolazione del Nord Uganda spicca per le sue doti di resilienza, la capacità di adattarsi a situazioni traumatiche e reagire. Tenacia, determinazione e volontà di non arrendersi caratterizzano anche il personale del Lacor.

Forti di questa consapevolezza, questo Natale non dimentichiamo chi è più fragile. In Uganda ci sono due medici e un posto di terapia intensiva per un milione di persone, mentre in Italia, per lo stesso numero di persone, abbiamo 4 mila medici e 800 letti per terapie intensive.

Continuiamo ad accompagnare questi eroi nella loro missione: offrire le migliori cure al maggior numero di persone al minor costo.

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