Dal Cadore con affetto

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Dal Cadore con affetto

Non è la prima volta che il Cadore si stringe intorno al Lacor e alla popolazione ugandese. Da qualche anno infatti, grazie all’entusiasmo di Cristina Reverzani, medico di Pieve del Cadore e volontaria al Lacor dal 2017, i cadorini sostengono le attività dell’ospedale fondato da Piero e Lucille Corti.
Una solidarietà che non si è fermata di fronte al Covid, anzi!
Lo scorso 26 luglio, con la partecipazione di Dominique Corti e del sindaco di Pieve di Cadore, Bepi Casagrande, Cristina ha organizzato una serata per raccontare ai suoi concittadini le sfide del Lacor per contrastare la pandemia: la difficoltà a reperire dispositivi di protezione individuale e garantire l’ossigeno ai pazienti più critici, il pesante lockdown che, per la seconda volta, sta provando duramente la popolazione; la chiusura delle scuole e il coprifuoco che rende difficile raggiungere i centri sanitari; le conseguenze sulle malattie della povertà che affliggono la popolazione ugandese.
Le parole di Cristina e di Dominique hanno raggiunto il cuore dei cadorini, che si sono subito mobilitati per garantire al Lacor una fornitura di 10.000 mascherine chirurgiche al mese, pari a mille Euro al mese almeno per i prossimi sei mesi.
I dispositivi di protezione individuale sono lessenziali in questo momento”, ha sottolineato Cristina. “Meno del 2% della popolazione ugandese, infatti è vaccinata. Ed altre dosi tardano ad arrivare”.
La carenza di vaccini, le condizioni climatiche e soprattutto la diffusione della variante Delta, sono tra i principali fattori che nelle ultime settimane hanno portato l’Uganda a vivere la seconda e più violenta ondata della pandemia. A fine luglio i casi confermati dall’inizio della pandemia erano oltre 93 mila con 2.661 morti, anche se la difficoltà di accedere ai test lascia pensare che siano molti di più. Il numero dei morti ha subito un incremento esponenziale; la metà dei decessi è avvenuta nell’ultimo mese e ad essere colpiti sono ora anche i giovani.
L’ospedale”, ha dichiarato Dominique Corti durante il suo intervento a Pieve di Cadore, “vive e cresce grazie a tante iniziative di solidarietà. Sono sempre di più e sempre più preziosi i donatori che credono nella bontà dell’impegno dei fondatori: portare le migliori cure possibili, al maggior numero di persone possibili e al minor costo”.
In viaggio per l’Uganda per la sua sesta missione, Cristina Reverzani ha lasciato il testimone ad un gruppo affiatato ed entusiasta che coordinerà una serie di iniziative promozionali per concretizzare il progetto.

Per aderire alla Campagna “10.000” mascherine si possono chiamare Anna (333.5826473), Paola (347.2291321) o Iris (347.0570558).
Come dice spesso Cristina: “la solidarietà è contagiosa!”
 

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