Il Corona al Lacor

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Il Corona al Lacor

Quanti casi di Covid ci sono al Lacor? Come state affrontando la pandemia? E l’Uganda è ancora in lockdown?

Sono tante le domande che ci arrivano, che esprimono interesse e vicinanza. Le abbiamo girate a Josephine Anying, responsabile della comunicazione al Lacor, che ci ha aggiornato sugli ultimi dati dell’ospedale e sulla situazione ugandese.
“Dall’inizio della pandemia”, spiega Josephine, “21 membri del personale del Lacor si sono ammalati di Covid. Su 426 casi sospetti che sono giunti in pronto soccorso o negli ambulatori, 112 sono risultati positivi e 16 persone sono morte.

L’attività dell’ospedale non si è fermata, anche se i pazienti che raggiungono il Lacor per chiedere assistenza e cure sono molti meno di prima della pandemia. L’anno scorso ogni settimana più di 3 mila persone avevano accesso agli ambulatori; adesso il numero settimanale di pazienti non raggiunge i 2 mila. Intanto aumentano i casi di polmonite. Fino alla scorsa estate ogni mese al Lacor c’erano una ventina di pazienti con polmonite, in ottobre ne erano ricoverati ben 85”.
Crescono anche i contagi e le morti in Uganda. L’ultimo dato, di un paio di giorni fa, segnala 18.406 casi in tutto da marzo e 186 morti. Non sono numeri: sono volti, persone amate, storie di vita.

Tra questi volti c’è quello di Brother Elio Croce, amato come si ama un padre da centinaia di bambini acholi; considerato  un eroe, una leggenda, da alcuni un Santo. E la cui scomparsa ha unito persone da ogni continente nel desiderio di portare avanti la sua missione.

L’Uganda era riuscita a resistere a lungo alla diffusione del virus, tanto che il primo caso di morte accertata per Covid si era verificato il 23 luglio, a distanza di parecchi mesi dall’inizio della pandemia. Poi il virus ha cominciato a diffondersi.

Ad oggi le misure del lockdown sono un po’ meno restrittive rispetto ai primi mesi. Le classi di studenti che devono sostenere esami di passaggio da un ciclo all’altro sono aperte, i mercati e i trasporti hanno regole meno ferree.

Anche l’aeroporto è aperto, ma chi arriva o parte deve avere eseguito un tampone ed essere negativo al Covid.

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