Auguri a tutte le donne del Lacor… e del mondo!

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Auguri a tutte le donne del Lacor… e del mondo!

“In Uganda l’8 marzo è un giorno festivo e le numerose celebrazioni nazionali valorizzano i contributi delle donne allo sviluppo del Paese, le sfide che incontrano e le strade per migliorare le loro condizioni”, spiega Josephine Anying, responsabile della comunicazione al Lacor Hospital.

L’ospedale Lacor fa la sua parte. Sostiene il lavoro di 446 donne che, grazie al loro stipendio, mantengono famiglie allargate e possono mandare i bambini a scuola. Uno stipendio che è pari a quello degli uomini con le stesse mansioni.

Al Lacor Hospital molte delle nostre infermiere, medici e impiegate, sono le uniche in famiglia a pagare le rette scolastiche dei bambini della famiglia, a volte di tutto il villaggio. Non solo quindi per i propri figli, ma anche per quelli di parenti che non hanno la possibilità di mandare i bambini a scuola”, afferma Dominique Atim Corti.

“E studiare, per una bambina ugandese, significa emanciparsi da un destino di povertà e dipendenza, poter ambire ad un lavoro, avere le conoscenze per assicurarsi una vita più sana (in termini di igiene, nutrizione e prevenzione). E anche pianificare gravidanze davvero volute al momento giusto, evitando maternità precoci, più a rischio sia per la mamma che per il bambino”.

Aggiunge il Dr. Martin D. Ogwang, direttore sanitario dell’Ospedale: “stiamo lavorando perché, in futuro, le donne possano assumere posizioni manageriali. Abbiamo iniziato a organizzare corsi di formazione per il middle management circa 10 anni fa con l’obiettivo di incoraggiare le donne e prepararle a emergere come leader. Non solo. “Abbiamo messo in atto sforzi mirati per aiutare le donne; per esempio abbiamo una cooperativa di prestiti che consente di avere denaro per pagare le tasse scolastiche dei figli e per costruire la casa”.

Inoltre, il Lacor garantisce alloggi gratuiti o un contributo economico per l’alloggio e offre gratuitamente tutti i servizi di diagnosi e di cura sia al dipendente che alla sua famiglia ristretta.

“In futuro”, continua il dr Martin, “vorremmo migliorare la capacità di alloggiare il personale infermieristico e il welfare per le donne che lavorano. L’ospedale intende anche continuare a offrire gratuitamente corsi interni e borse di studio alle dipendenti per rafforzare le loro capacità sia nel lavoro clinico che in quello manageriale”.

A questo si aggiunge un’altra priorità: migliorare lo stato di salute delle donne di tutta la comunità.

Per prima cosa abbiamo contribuito a identificare le donne considerate più autorevoli”, spiega il dr. Martin. “Ora abbiamo 8 gruppi guidati da donne leader, che ci contattano quando la gente dei loro villaggi ha specifici problemi di salute. Un gruppo, per esempio, ha identificato le gravidanze delle adolescenti come uno dei maggiori problemi. Ha pianificato un incontro, invitato l’ospedale e insieme abbiamo studiato come affrontare la situazione”.

L’augurio è che interventi come questo siano l’inizio di un processo di miglioramento della condizione femminile che si allargherà a macchia d’olio.

Dona ora, per contribuire anche tu.

 

 

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