Aisha, una vita salvata

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Aisha, una vita salvata

E’ timida Aisha, ma sembra contenta di incontrare Josephine Anying, la responsabile comunicazione del Lacor Hospital. “Mi sento bene”, dice, “non ho più dolori”.

Aisha, vent’anni, ha solo parole buone per il Lacor: “i dottori mi hanno salvato la vita, operata e curata: ora sto bene e posso tornare a casa”.

Ci sono voluti cinque mesi per riportare in salute Aisha.

Il suo calvario inizia lo scorso settembre quando viene portata in uno degli ospedali che si trovano lungo la strada principale, una delle poche asfaltate, che collega la capitale Kampala a Gulu, il capoluogo del Nord del paese dove sorge il Lacor.

Incinta, Aisha ha avuto complicazioni della gravidanza così gravi da farle perdere il suo primo bambino. Dopo un cesareo d’emergenza, eseguito nel piccolo ospedale dove è stata ricoverata, le sue condizioni sono peggiorate. Giorno dopo giorno, per tre settimane, Aisha si aggrava a causa di un’infezione addominale sempre più diffusa, fino a quando non viene trasferita al Lacor.

E’ qui che viene operata di nuovo e, grazie a trasfusioni e antibiotici, i medici del Lacor riescono a salvarle la vita.

La giovane è afflitta ora da una fistola ostetrica, una lacerazione da parto che provoca incontinenza, ma è troppo debilitata per un terzo intervento. Viene mandata a casa con la promessa di rioperarla dopo qualche mese, una volta ristabilita.

In Nord Uganda il Lacor Hospital è infatti il centro di riferimento per il trattamento delle fistole ostetriche che, se non trattate chirurgicamente, comportano pesanti conseguenze fisiche e di isolamento sociale.

In questi giorni Aisha è di nuovo al Lacor: come promesso, è stata nuovamente ricoverata per sottoporsi alla sua terza operazione. Questa volta i chirurghi hanno dovuto riparare il tessuto lacerato dalla fistola.  Sono passate tre settimane e Aisha si sente meglio e non vede l’ora di tornare alla vita di tutti i giorni.

Vorrebbe fare l’insegnante, ma è preoccupata per il suo futuro: “dovrò trovare un modo per guadagnare i soldi che mi permettano di concretizzare il mio sogno”, confida.

“Aisha è una delle tante giovani donne che sempre più spesso si presentano al Lacor con complicazioni della gravidanza”, spiega il ginecologo Dr. Odong Emintone, Direttore Medico del Lacor e Direttore del Dipartimento di ostetricia e ginecologia: “parti cesarei effettuati in altre strutture e andati male, parti di feti nati morti, aborti incompleti e molte altre”.

“I problemi fondamentali sono due”, continua Dr Odong: “l’ignoranza e la difficoltà ad accedere a strutture sanitarie competenti. Abbiamo bisogno di un approccio a 360 gradi: devono essere costruite strade e strutture sanitarie idonee, così come deve essere implementata una rete di trasporti per riuscire a raggiungerle. Inoltre”, aggiunge, “è necessario istituire campagne di sensibilizzazione sulle complicanze  in gravidanza e su come riconoscerle.

Per migliorare la salute di mamme e bambini abbiamo bisogno della collaborazione di tutti” conclude Odong.

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